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  Codice Deontologico dei Counselor FAIP  
CODICE ETICO PER COUNSELOR FAIP


La FAIP Counseling fonda il suo Codice Etico Deontologico facendo riferimento in particolare alla Legge n. 4 del 14 Gennaio 2013, al suo Regolamento interno ed al suo Statuto che prevede la seguente definizione di Counseling: “Il Counseling è una professione in grado di favorire lo sviluppo delle potenzialità, qualità e risorse di individui, gruppi e organizzazioni”.


DEFINIZIONI GENERALI

Counselor
Il counselor è un professionista che offre un servizio ai clienti in linea con la definizione di counseling dato dalla FAIP Counseling. Il counselor deve possedere livelli di abilità e di formazione secondo le norme ed i criteri stabiliti dalla Legge 4/2013 e dalla FAIP Counseling medesima

Cliente
Il cliente può essere una persona, una coppia, una famiglia, un gruppo o una organizzazione che manifestano il desiderio di ricevere l’aiuto di un consulente.

Accordo
E’ un contratto di prestazione professionale concordato in maniera esplicita e formale fra un counselor ed un cliente. Il compenso per la prestazione può essere solo in denaro ed esso deve essere comunicato chiaramente all’inizio del rapporto di consulenza. Il contratto può attivarsi con modalità diverse:
• diretta perché richiesta dal cliente;
• indiretta, ovvero la richiesta può partire da qualcuno che non è il destinatario dell’intervento, ad esempio da un parente, dalla famiglia, da un altro operatore o da una Istituzione.
La richiesta può partire da persona diversa dal destinatario dell’intervento, ad esempio da un parente, dalla famiglia, da un medico, dal tribunale ecc. In questo caso è indispensabile che il cliente sia informato e dia il proprio consenso, così come deve esservi consenso nel caso di consulenza con minori.



PRINCIPI GENERALI

Articolo 1
La FAIP a tutela dell’utente e degli interessi professionali dei Counselor aderenti a questa Associazione, si dà una regolamentazione interna che prevede la definizione di un Codice Etico, contenente i principi, le regole e le disposizioni che definiscono e regolano l’attività del Counselor e l’istituzione di una Commissione Etica al fine di:
Promuovere ulteriormente la crescita personale e il perfezionamento professionale dei Counselor iscritti nel Registro della Faip per offrire agli Utenti le migliori garanzie di competenza e di serietà professionale;
Mantenere e diffondere tali garanzie per proteggere la professionalità dei suoi iscritti come categoria e in vista di una eventuale regolamentazione pubblica della professione del counseling.

Articolo 2
Le regole del presente Codice Etico sono vincolanti per tutti gli iscritti al Registro Nazionale dei Counselor della FAIP. Il Counselor è tenuto alla loro conoscenza e l’ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare.

Articolo 3
I rapporti tra Counselor devono essere improntati alla massima correttezza e al reciproco rispetto. Il Counselor si asterrà da commenti o azioni che possono ledere l’immagine professionale o la persona di altri colleghi, sia presso i Clienti sia nell’ambito professionale.

Articolo 4
Il Counselor, nello stabilire il proprio onorario, terrà conto dei livelli di esperienza, preparazione e competenza professionale raggiunti rimanendo sensibile alla situazione socio-economica del Cliente.

Articolo 5
La pubblicazione di casi o di fasi salienti di incontri di counseling, a scopo scientifico o letterario, non può avvenire senza il consenso del Cliente. Discrezione e riservatezza saranno mantenute sull’identità delle persone oggetto di pubblicazione e ricerca.

Articolo 6
L’inosservanza delle norme stabilite nel presente Codice Etico-Deontologico e dei divieti fissati dallo stesso dovrà essere comunicata alla Commissione deontologica della FAIP Counseling, la quale dovrà controllare il rispetto degli obblighi contenuti nel presente codice ed erogare le sanzioni. Il Counselor è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze.


PRINCIPI ETICI

Il Counselor agisce nel rispetto dei diritti umani universalmente riconosciuti, non mette in atto discriminazioni culturali, sociali, economiche, religiose, etniche, sessuali, di orientamento sessuale o discriminazioni nell’ambito delle disabilità.
Garantisce l’integrità, l’autonomia del Cliente, la sua privacy e la riservatezza dei dati personali dei quali il Counselor venga a conoscenza all’interno del rapporto di fiducia instaurato con il Cliente o in qualsiasi altro modo.
Il Counselor agisce con senso di responsabilità garantendo attivamente l’osservanza dei principi sopra elencati e attivando i seguenti comportamenti:

- L’integrità
Il Counselor evita commistioni fra il ruolo professionale e quello privato, mantenendo ben distinti i due ambiti, garantendo al Cliente il diritto alla chiarezza e trasparenza

- L’Autonomia
Il Counselor riconosce la libertà del Cliente di esprimere se stesso, di dichiarare i propri bisogni e le sue tendenze entro i confini del rispetto dei diritti umani garantiti universalmente

- La Privacy
Il Counselor protegge il rapporto con il Cliente con appropriati atteggiamenti evitando interferenze o intrusioni

- La Riservatezza ovvero Segreto Professionale
Il Counselor rispetta i dati personali comunicati all’interno del rapporto di fiducia instaurato con il Cliente. La rivelazione del segreto è consentita:
Se autorizzato dall’interessato;
Se imposta dalla legge per giusta causa.
Nell’attività di group-counseling il Counselor inviterà i Partecipanti a osservare il segreto rispetto a tutto ciò che viene vissuto, conosciuto o espresso nel setting stesso del gruppo.

- Formazione Continua e Aggiornamento del Counselor
Il Counselor è obbligato a mantenere alti livelli di pratica professionale utilizzando tecniche che fanno riferimento alla sua formazione specifica e alla esperienza fatta nel percorso di apprendimento e formazione.
Riconosce i limiti della propria competenza e usa strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione.
Il Counselor accoglie incondizionatamente il Cliente, ma non per questo ne accetta o subisce sempre il comportamento nella consapevolezza comunque delle differenze individuali, culturali e di appartenenza.

- Svolgimento delle Attività di Counseling
Il Counselor nella relazione con il Cliente si esprime in tutti i suoi aspetti in maniera professionale ed è responsabile della qualità del lavoro svolto nell’ambito del proprio intervento:
• Agendo secondo le proprie competenze e la specifica formazione;
• Attuando un rapporto aperto ed esplicito con il Cliente circa le modalità operative del counseling;
• Impegnandosi a ricevere un’adeguata supervisione;
• Continuando il proprio sviluppo personale e professionale;
• Instaurando e mantenendo un chiaro rapporto di consulenza, osservando il segreto professionale nel rispetto delle leggi, della correttezza e dell’etica professionale.
Eventuali conflitti devono essere esposti al Cliente in maniera chiara e trasparente, nel rispetto della privacy e del rapporto di fiducia instaurato all’interno della consulenza. Nel caso in cui venga richiesto al Counselor la violazione della riservatezza, per motivi validi, questi deve chiedere il consenso scritto e informato del Cliente.
Il Counselor deve chiarire i conflitti di interesse che si palesassero durante la relazione professionale.
Eventuali responsabilità verso terzi devono essere conosciute al momento del contratto o non appena si palesino.
Il Counselor deve essere consapevole e sincero con il Cliente circa la possibilità di lavorare insieme in un rapporto professionale.
Il Counselor deve evitare ogni forma di coinvolgimento sessuale o sentimentale che possa scaturire dall’influenza emotiva che la sua posizione esercita rispetto al Cliente.
Il rapporto professionale è definito con un contratto esplicito e reciproco che ha termine con la conclusione della relazione professionale.
La conclusione della relazione professionale non fa venire meno l’obbligo di riservatezza nei confronti del Cliente. Si deve evitare l’utilizzo delle notizie per fini estranei alla relazione di consulenza.

RICERCA

La ricerca scientifica e metodologica nell’ambito del Counseling deve essere effettuata da ricercatori competenti che abbiano grande esperienza nell’ambito della consulenza medesima. La ricerca richiede attenta considerazione delle questioni etiche e considerazione per la dignità, il ben-essere e il più-essere del Partecipanti alla ricerca medesima.
I ricercatori hanno la responsabilità di comportarsi in modo coerente con i principi del counseling; la ricerca che violi questi principi base non è etica e non ha valore.
Il consenso informato è un imperativo etico fondamentale nella ricerca sperimentale.


COMPETENZE DI BASE

Le competenze di base del Counselor dimostreranno la sua capacità di:
• Sviluppare la sua consapevolezza;
• Riconoscere le differenze culturali fra Counselor e Cliente prendendone atto in maniera non giudicante;
• Regolare il proprio stile di comunicazione adeguandolo a quello del Cliente;
• Impostare, mantenere e far sì che i rapporti con il Cliente restino entro i confini strutturali del counseling in tutte le fasi della relazione;
• Stabilire un chiaro accordo di lavoro riguardante gli obiettivi del counseling;
• Sviluppare la consapevolezza del contesto in cui lavorano il Counselor e il Cliente creando le migliori condizioni possibili per un intervento di aiuto;
• Ottimizzare le finalità del counseling;
• Facilitare lo sviluppo e il cambiamento del Cliente;
• Agevolare il trasferimento delle conoscenze acquisite dal rapporto di consulenza alla vita quotidiana del Cliente;
• Rivedere il processo di consulenza in termini di esperienza del Cliente;
• Facilitare il processo di chiusura del rapporto di aiuto in termini di esperienza sia per il Cliente che per il Counselor;
• Operare in modo coerente all’interno di un chiaro orientamento teorico;
• Riconoscere i propri limiti e confini sia in termini professionali che personali;
• Comunicare al Cliente che per la sua richiesta è necessario o utile rivolgersi a un professionista diverso dal Counselor;
• Essere consapevole dell’etica professionale adeguando l’approccio a questi principi;
• Valutare il rapporto di consulenza e aiuto come un processo di apprendimento professionale;
• Riconoscere la necessità di una supervisione continua e agire di conseguenza.


SANZIONI

L’inosservanza del Codice Etico dovrà essere comunicata alla Commissione Etica della FAIP, la quale avrà il compito di controllare il rispetto degli obblighi contenuti nel presente Codice ed erogare eventuali richiami o sanzioni previsti dalla Commissione stessa.




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